L’errore di Rutger Hauer: Detective Stone

Non badate alla bella tagline, è una bufala!

Non badate alla bella tagline, è una bufala!

Certo ci piacerebbe parlare sempre di bei film e di attori che quando lavorano a qualcosa permettono al pubblico di affidarsi al loro marchio di qualità, ma purtroppo il nostro amore per il Cinema con la C maiuscola ci richiede di avvertire i nostri compagni spettatori riguardo alle mille insidie che si nascondono dietro al migliore dei marketing e dietro a uno degli attori europei più bravi.

Ed è con questo senso di profonda responsabilità che vi sconsiglio assolutamente di andare a vedere (a qualche rassegna, si intende), di noleggiare o di scaricare (legalmente mi raccomando ;-) ) Detective Stone, del quale almeno il titolo inglese, Split Second, è migliore rispetto a quello italiano.

Il film è una produzione inglese (e questo già per me è di solito una nota di merito), un film post-apocalittico, e c’è dentro come protagonista nientepopodimeno che Rutger Hauer, il Roy Batty di Blade Runner, il cavaliere innamorato di LadyHawke, il capo dei Juggers in Giochi di Morte (e chi più ne ha…)! Cosa si potrebbe chiedere di più da un film?

Beh, prima di tutto che fosse effettivamente un film. Intendiamoci, le premesse sono buone: Londra è mezza sommersa a causa del riscaldamento globale (e gli va dato merito per il fatto che è del 1992), per le sue strade si nasconde un mostro mutante in connessione telepatico-cardiaca con un investigatore schizzato da quando si confrontarono e il collega di lui perse la vita.

Ma un film è tale se ha: un regista che sta attento in qualche modo a quello che succede dall’altra parte della cinepresa, un montatore con uno spiccato senso del presente e del passato, un attore qualsiasi che non stia semplicemente godendo del fatto che lo pagheranno per aver fatto una serie enorme di stupidaggini sullo schermo, un direttore di produzione che non ritenga di aver risolto i suoi problemi di colonna sonora mandando perpetuamente (anche durante le scene d’azione!) una versione MIDI scrausa di Nights in White Satin. E soprattutto un film è un film solo se ha uno sceneggiatore propriamente detto, ma di questo parleremo dopo.

Guardiamo, ad esempio, all’ambientazione: ok, a Londra ora si gira in motoscafo. Ma le pozzanghere che dopo le prime scene restano l’unico indizio della situazione “postapocalittica” a Londra ci sono già e ci sono sempre state. Quindi l’ambientazione è mediocre, anche nella scenografia della casa di Stone, che sembrerebbe molto curata a partire dalla prima inquadratura, se non fosse che quella è l’unica inquadratura che avevano preparato, con un fornello e una moto parcheggiata davanti e tanti piccioni che pare un film di John Woo (o piazza San Marco).

Riluttante parlerò anche della recitazione che vede un Hauer in “divisa” da assassino cyberpunk con gli occhiali alla John Lennon limitarsi a battute alla Rambo che si vede lontano un miglio che sono scritte da un fan di film americani d’azione anni ‘80 (mai lasciar fare le cose ai fan, bisogna essere James Cameron per scrivere Rambo II) e fare addirittura da spalla all’incapace Neil Duncan, passato ora alle cronache come il doppiatore di Alfred nei cartoni di Batman.

Ma la cosa peggiore del film, tralasciando il montaggio fatto con l’accetta, è qualunque cosa riguardi il mostro. Modus operandi da Jack lo Squartatore, nessuna apparizione nemmeno parziale fino alla scena finale (che non doveva essere girata e che fu girata difatti da un altro regista, che se ne vanta pure), dove esce fuori un Alien fatto male con la mimica che rende i ricordi dei film di Godzilla degli anni ‘80 la cosa più realistica che abbia mai visto.

Insomma, non si salva nulla, nessuno riesce ad alzare il tono del film nemmeno per un secondo, non ci riesce nemmeno Sandro Iovino, già doppiatore di Hauer in Blade Runner, nella versione italiana. Io non posso dire di più (anche perché il solo ricordo del montaggio mi fa venire il mal di testa), sappiate solo quello che vi ho detto e che il film dura 90 minuti (persi della vostra vita), ma soprattutto sappiate che il responsabile maggiore dell’o(/e)rrore che vi ho raccontato è Gary Scott Thompson, responsabile dopo di ciò di Fast & Furious, ovvero come reimporre il machismo becero alle masse di tutto il mondo, il che dovrebbe bastarvi come ragione per evitarlo come la peste.

Voto: 1/5

Visto a La Cappella Underground, all’interno della loro stupenda rassegna “Sci-Fi Club”, ma purtroppo stavolta avevano toppato.

~ di Fabrizio Bianchi su Giugno 26, 2009.

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