Valzer con Bashir – Guerra e memoria

Quando ci hanno dato notizia che Gomorra era stato escluso dalla corsa agli Oscar come miglior film straniero, un po’ ce la siamo presa. Ci dissero poi che al suo posto era stato candidato un film d’animazione, tale Walzer con Bashir. Mah! Se Gomorra ci era piaciuto, questo doveva essere meglio!valzer_con_bashir

Quindi confidenti siamo andati a vederlo (tra l’altro una delle ultime proiezioni dell’ormai defunto cinema Excelsior a Trieste). Ne siamo usciti ammutoliti. Non tanto per la qualita` dell’opera, che per quanto ben eseguita non restera` forse nell’albo dei migliori film di sempre. Quanto invece per una capacita` di andare oltre che permea la pellicola: andare oltre le semplici immagini bidimensionali del disegno; andare oltre la finzione dello schermo, per narrare la vita, drammatica, patetica, cosi` assurda da essere ridicola, se non fosse mortalmente tragica; andare oltre i limiti temporali della visione del film, entrare nei pensieri al di fuori del cinema. Ma converra` andare per ordine.

Innanzitutto, che cosa. E` un film di un ricordo, che perseguita il regista come una muta di cani rabbiosi, che si ferma ogni notte ad abbaiare sotto le finestre della sua coscienza. Inizialmente rimosso, riguarda la partecipazione alla strage di Sabra e Shatila: come spettatore, ma ugualmente colpevole perche` passivo. Ed

e` in questa chiave che il film si presenta come uno scavo nella memoria dei veterani, ricostruendo vicende, nascoste nelle pieghe dei ricordi, dimenticate, rimosse, di una guerra, folle e insulsa come tutte. Forse fa piu` male questo racconto perche` i protagonisti sono ragazzi di ora, che maneggiano fucili e mitragliatrici con la stessa noncurante innocenza con cui maneggerebbero le registrazioni dei cantanti preferiti. Fa male perche` avremmo potuto essere noi.

In un secondo momento, un altro elemento viene alla luce; ed e` come uscire dalle acque calde del mare per trovarsi nudi di fronte all’orrore che solo l’uomo sa creare; volontatiamente. Come riportato sullo stesso sito dedicato al film, “man mano che l’esercito israeliano avanzava, arrivado fino a Beirut, ci si cominciava a chiedere cosa ci facesse, cosi` lontano da casa, in una capitale straniera; perche` soldati israeliani morivano ogni giorno per qualcosa che non aveva a che vedere con la sicurezza di Israele? Venne improvvisamente alla mente la guerra in Vietnam.” L’eccidio che ebbe luogo nei campi profughi libanesi citati fu forse l’episodio culminante; non esistono numeri precisi, alcune stime parlano dai 460 (esercito libanese) ai 700-800 morti (servizi segreti israeliani) ma il numero delle persone uccise in quella giornata forse furono addirittura 3000.

A livello contenutistico dunque il film e` di altissima qualita`, praticamente indimenticabile. Per quanto riguarda il reparto realizzativo e tecnico, la grafica un po’ rozza e alle volte approssimativa del disegno (scelta del tutto voluta, peraltro) si accompagna ad una cura per gli effetti di luce ed ombra notevole. Il risultato e` un po’ straniante inizialmente, benche` efficace. L’animazione risulta particolarmente bella in alcune scene memorabili: la corsa dei cani iniziale, la bellissima scena dei soldati che si alzano dal mare, i cavalli morenti, la gigantessa che nuota nel mare. In altri momenti, pur non raggiungendo queste altezze poetiche, risulta una scelta azzeccatissima per rendere con un meccanismo di straniamento fenomenale l’assurdita` delle situazioni presentate: il blindato che avanza sparando a caso nella notte, la spiaggia dove poco prima si sparava e moriva tramutata in luogo di vacanza sotto i bombardieri , la sequenza che varia nell’assurdo che riporto qui sotto.

Complessivamente, risulta essere un film di forte impatto, che vive di una duplice faccia: documentaristico da un lato, dall’altro visionario e struggente. Molto ben curato sia nel comparto grafico che in quello sonoro, con musiche efficaci e ben studiate, che mettono in risalto soprattuto le scene piu` belle, citate poco fa, che sono degne di restare nella storia dell’animazione e del cinema. Non e` un film da vedere alla leggera; ma per chi pensa che le cose sia solo bianche o nere, che il mondo si divida in buoni e cattivi,  questo film e` da vedere; per capire ancora un po’ di piu` come la follia sia alle soglia della nostra casa.

Vi lascio per ultima la clip che da` il nome al film. Difficile dire se sia la sequenza meglio girata dell’intero film, di sicuro e` un piccolo capolavoro.

Voto: 4.5/5, per alcune cadute sul lato dell’animazione, non sempre all’altezza delle scene migliori.

Visto al cinema, rivisto su Blu-Ray.

bashir

~ di pittapittae su Ottobre 23, 2009.

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